martedì 18 dicembre 2007

FLUSSO DI COSCIENZA, ovvero "Da Beckett a Marx: un pò lungo, ma ne vale la pena"

Samuel Beckett, uno dei padri del Teatro dell'Assurdo, ha scritto alcune delle proprie opere in francese. Perchè mai? I critici si sono più e più volte interrogati, trovando talvolta anche risponde particolarmente originali. Ma probabilmente nessuno di questi studiosi ha mai pensato ad alzare la testa dal libro e a fare un viaggetto nella patria di Descartes. Se si fossero degnati di fare ciò, avrebbero probabilmente scoperto una cosa sconvolgente: i francesi, grazie alla loro perseveranza che li porta a seguire il filo logico delle cose in tutte le situazioni, sfiorano dei picchi di follia e di idiozia impensabili. Il problema è che non si sa neanche cosa ribattere, dato che i loro ragionamenti, tecnicamente, non fanno una grinza.
Prendiamo un caso pratico.
La mia Università (come ormai ben saprete) è stata sottoposta a 6 settimane e passa di "blocage", cioè di sciopero. Il President della Facoltà ha deciso di procedere alla chiusura amministrativa dell'Università, decisione che è stata presa, devo ammettere, con rara repentinità, dato che è arrivata dopo circa 43 giorni di bloccaggio. Il ragionamento del President è stato logico: se l'Università è chiusa, cioè se i cancelli sono sbarrati, è materialmente impossibile per gli studenti procedere con il bloccaggio. Poco importa che niente, in pratica, cambi, dato che si continua a non fare lezione e a vivere sul filo del rasoio: l'importante è impedire in qualunque modo agli studenti di bloccare. E questo è successo mercoledì, a 10 giorni dalle vacanze di Natale.
Molti miei colleghi erasmus, a quel punto, hanno cercato di usare la logica (italiana): dato che la facoltà è stata bloccata per 6 settimane, dato che ora l'Università è CHIUSA, e dato che manca circa una settimana a Natale... Poichè c'è gente che si deve laureare, che deve finire gli esami e dato che durante le vacanze di Natale i prof. italiani (giustamente) non ricevono... il buon senso li ha portati, forti di queste considerazioni, a spendere 60 euro per comprare un biglietto aereo per tornare a casa una settimana prima.
Dopo questo breve excursus, io mi permetto di porre una domanda al gentile lettore: qual'era la cosa più studpida che il President potesse fare a quattro giorni dalle vacanze? "Riaprire la facoltà", direte voi, esseri dotati di un minimo di raziocinio (fatto dimostrato scientificamente, dato che leggete il mio blog).
Questo lampo di genio gli è venuto ieri, quando ha avuto una riunione con un comitato studentesco. Questi mostri di furbizia, dotati del fantastico potere della "luccicanza", hanno concordato di riaprire la facoltà.
La notizia l'ho appresa ieri sera alle 19 circa: dopo essere rinvenuta, in seguito al massaggio cardiaco praticatomi da Plenilunjo per farmi riprendere dall'infarto al miocardio, ho controllato la mail, nella speranza che i miei professori (che si erano dimostrati molto zelanti in queste settimane nell'inviarmi i lavori da fare a casa) ci dicessero cosa dovevamo fare. Questi fantastici uomini hanno subito spedito il calendario con le lezioni da recuperare, in modo tale che noi ci siamo ritrovati con otto ore di lezione al giorno. Tutto ciò proprio mentre i suddetti alunni hanno da preparare delle relazioni (tra le quali vi è anche quella sulla nascita del Belgio, che metterò in linea appena finita, in modo da rendervi partecipi di questa gioia immensa) pensate originariamente proprio come alternativa ai corsi...
Nessun professore ha avuto il buon senso di alzarsi e di dire "Vaffanculo" di fronte a questa presa in giro di dimensioni cosmiche; nessuno studente si è opposto a questa misura controproducente in quanto TARDIVA ; a nessuno è sembrato sadico programmare dei parziali a 4 giorni dalle vacanze, con 1 giorno di preavviso, dopo 6 settimane di sciopero. E tutto questo perchè? Perchè se è finito il bloccaggio è giusto riprendere le sane abitudini...anche se queste sono tutto fuorchè sane, dato il contesto attuale. Devo ammettere che non mi immaginavo questo ragionamento dal paese che ha subito la Restaurazione.
Insomma siamo nella cacca fino al collo. E' vero, mancano solo 5 giorni al mio rientro in Italia, ma saranno i 5 giorni più lunghi della mia vita (e dire che gli ultimi 10 non sono passati molto rapidamente). A questo si aggiunge un altro boccone amaro, perchè ritorno nel mio paese dove:
  1. l'acqua non ariva più a casa mia (grazie alle persone che io ho votato);
  2. Luttazzi è stato di nuovo buttato fuori dalla TV (i maligni dicono che sia per colpa di una sua puntata su papa Ratzinger);
  3. altro che ora non mi viene in mente, ma che metterà sicuramente in crisi la mia coscienza civica;

Ma almeno, tra 5 giorni, avrò quello che bramo ormai da tempo: pizza, amaro del capo, cd di De Andrè, immersione alla Feltrinelli (talmente prolungata da farmi rischiare un embolo). Ma una domanda rimane aperta: non esiste proprio un paese pronto ad accogliere una povera Gatta Senza Stivali?

ps: a breve verranno pubblicati i miei prossimi post: "L'UMORISMO FRANCESE, ovvero, Non pensavo che esistesse qualcosa di peggiore delle barzellette che trovi sul Cucciolone", e "LA SOCIEVOLEZZA FRANCESE; breve saggio sulla cristalizzazione dell'alienazione marxista".

pps: Una buona e una cattiva notizia: la relazione sulla nascita del Belgio è stata spostata a dopo le vacanze; la cattiva è che dovrete aspettare 2 settimane prima di poterla leggere.

2 commenti:

Tristan Rever ha detto...

Incredibile...pensavo che l'università Italiana fosse già l'apice del non-sense... da quando mi sono ritrovato Dovizioso (proprio il motociclista!) nell'aula dove dovevo fare lezione che teneva un discorso riguardo meccanica credo... Comunque è incredibile, guardando il tuo profilo ho visto cose che non credevo potessero essere vere... per esempio che ancora qualcuno legge Stefano Benni, e ho finalmente la prova di non essere l'UNICO italiano che sa chi sono i The Music...
grazie, mi sento meno solo :D
bel blog...

Anonimo ha detto...

...questi pazzi pazzi francesi.....