sabato 9 giugno 2007

Tre Giugno Duemilasette. Secondo Tempo

A parte gli scherzi… credo che la questione alcolica vada sviscerata un po’ di più. È difficile trovare un punto di partenza, ma impegnandomi magari ci riesco.
Quando sono arrivata a Siena, mai avrei immaginato che da lì a pochi mesi avrei cominciato a fare una vita da astemia; ricordo con felicità (e con difficoltà) quando, nel Valdarno, buttavamo giù la teoria dei Due Stomaci, o quando per raccattarla bella dovevamo ipotecare la casa, o le serate passate a disquisire sull’importanza del cicchino nella storia dell’arte, o anche la fiaccolata verso i Cappuccini, e perché no, tenere la testa del tuo amico che vomita nell’Arno… e poi spostarsi verso l’Emilia (Paranoica) Romagna… e venire buttate fuori da tutti i locali della zona, e non dormire per 76 ore di fila… e poi tornare nel Valdarno e ripartire dalla pizzeria sotto casa, dove appena ti mettevi a sedere il cameriere, che ormai ti conosceva, ti portava subito un litro di vino per metterti di buon umore durante l’ordinazione (tra l’altro, quel cameriere si ricorda ancora di noi: due mesi fa io e l’Anto siamo tornate in quel ristorante e subito ci hanno portato la nostra caraffa personale… Bei momenti), e poi spostarsi oltralpe… dove non importa, ovunque ci sia un po’ di movimento simpatico… cos’è successo? Perché tutto è cambiato così tanto? Innanzitutto, non credo che Siena metta dell’animo giusto. Non so a che cosa sia dovuto, se alla città così piccola, o all’aria molto più “intellettuale ed impegnata” rispetto ad altre città universitarie. La mancanza dei miei amichetti di sbronza ha poi fatto tanto: che senso ha bersi quel bicchiere in più senza Alex, Anto, Ricca e via dicendo? Con chi comincio a straparlare? Oltre a questo, per quanto sia bella piazza del Campo (ed è bellissima), non è certo il posto più adatto per smaltirla… Non so, l’aria di Siena non stimola la mia vena alcolica (e per molti versi questa è una fortuna). D’altro canto, c’è anche da dire che la mia resistenza col tempo non è venuta meno; anche se mi basta poco per essere piacevolmente arzilla, ho sempre bisogno del solito mutuo per svegliarmi al mattino e non ricordare quello che è successo la sera prima (l’ultima volta che mi è accaduta una cosa simile, era il maggio del 2005; Scene saffiche, il vino di mio nonno, Fede che mi porta in macchina Dio – solo – sa – come… Che bei momenti!!). Però, il giorno dopo, comunque sia andata, l’accuso più di una volta… nonostante la coca – cola…
Prego i minori che stanno leggendo questo post di non prendere esempio da me.

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