lunedì 31 marzo 2008

Immagini da Belleville _ Ennesimo post insensato


Bisogna diffidare delle parole

In confronto a qualche anno fa, mi rendo conto di come siano aumentati i miei momenti di mutismo (il che forse non è male, data una mia certa tendenza alla logorrea). Troppo spesso mi sembra di essere nel bel mezzo di un programma di Maria de Filippi: quello che dici viene misurato e analizzato in qualsiasi sua angolazione da persone totalmente estranee al contesto e che, per tanto, risultano essere inopportune (circa questo tema, vedere il blog del Trittico, in particolare i post di May e dell'Altare).

Spesso le parole vengono anche usate come alibi: parliamo e mettiamo le cose in chiaro, in modo tale che io mi possa poi comportare come mi pare e che tu non mi possa rimproverare, dato che, comunicando con te, ho dato prova di lealtà.

Errore.

La lealtà sta anche nei fatti, negli atteggiamenti; bisognerebbe tornare a dare importanza alle parole, a pesare ogni lettera, in modo che il fiato non venga disperso inutilmente.

Le mie Parole

(Pacifico - Bersani)

Le mie parole sono sassi

precisi aguzzi pronti da scagliare

su facce vulnerabili e indifese

sono nuvole sospese

gonfie di sottointesi

che accendono negli occhi infinite attese

sono gocce preziose indimenticate

a lungo spasimate poi centellinate

sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare

Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato

un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato

sono foglie cadute

promesse dovute

che il tempo ti perdoni per averle pronunciate

sono note stonate

sul foglio capitate per sbaglio

tracciate e poi dimenticate

le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire lo ammetto

strette tra i denti

passate, ricorrenti

inaspettate, sentite o sognate...

Le mie parole son capriole

palle di neve al sole

razzi incandescenti prima di scoppiare

sono giocattoli e zanzare,

sabbia da ammucchiare

piccoli divieti a cui disobbedire

sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo

che non mi riesce di spiegare

fanno come gli paresi perdono al buio per poi ritornare

Sono notti interminate, scoppi di risate

facce sopraesposte per il troppo sole

sono questo le parole

dolci o rancorose

piene di rispetto oppure indecorose

Sono mio padre e mia madre

un bacio a testa prima del sonno

un altro prima di partire

le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...

strette tra i denti

risparmiano i presenti

immaginate, sentite o sognate

spade, fendenti

al buio sospirate, perdonate

da un palmo soffiate......

lunedì 24 marzo 2008

Pictures of you - The Cure

I've been looking so long at these pictures of you
That I almost believe that they're real
I've been living so long with my pictures of you
That I almost believe that the pictures are
All I can feelRemembering
You standing quiet in the rain
As I ran to your heart to be near
And we kissed as the sky fell in
Holding you close
How I always held close in your fear
Remembering
You running soft through the night
You were bigger and brighter and wider than snow
And screamed at the make-believe
Screamed at the sky
And you finally found all your courage
To let it all go
Remembering
You fallen into my arms
Crying for the death of your heart
You were stone white
So delicate
Lost in the cold
You were always so lost in the dark
Remembering
You how you used to be
Slow drowned
You were angels
So much more than everything
Hold for the last time then slip away quietly
Open my eyes
But I never see anything
If only I'd thought of the right words
I could have held on to your heart
If only I'd thought of the right words
I wouldn't be breaking apart
All my pictures of you
Looking so long at these pictures of you
But I never hold on to your heart
Looking so long for the words to be true
But always just breaking apart
My pictures of you
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to feel you deep in my heart
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to never feel the breaking apart
All my pictures of you

venerdì 21 marzo 2008

Giornata Kafkiana

Bella giornata. Assurda.
Cominciamo con la mattinata. Come ogni giorno d'esame che si rispetti, mi alzo ad un'ora antilucana (come direbbe mia madre) per ripassare, quando mi rendo conto,alle 7, che non ne ho bisogno. Allora comincio a ricucire le mie Convers (ma perchè le Convers si rompono sempre dietro, all'altezza del tallone? Boh). Comunque. Continuiamo. Faccio l'esame alle 11 (non so ancora come sia andato perchè è uno scritto). Solo altre 4h di lezione, e solo un caffé con Beba per condividere la mia pausa con qualcuno. E poi.
Poi parli con quella persona simpatica, quella persona che hai adocchiato da almeno un mese. E poi, alle sette, uscita da lezione, chiami Silvia, che ha provato a contattarti circa 6 volte negli ultimi 20 minuti. Ecco una copia del dialogo:

- (voci in sottofondo) ohi, Giulia, ci sei?-
-si, dimmi, mi hai chiamato?-
-si, sono in pulman, sto venendo in facoltà. tra mezz'ora c'è una conferenza di Benni e Pennac nel piano di italianistica-
-(rumore di io che mi sto per rompere l'osso del collo sulle scale).............-
-................-
-................-
-................-
-Vabbé... davanti a Cencier?-
-Ok-

Lei arriva, e poco dopo ci raggiunge Beba. Perciò comincia l'Odissea. Ad italianistica non c'è nessuna conferenza. Solo un professore in aula professori che probabilmente non sa cosa fare dei suoi Giovedì sera. E allora torniamo alla sede (sottolineo che sono oramai le sette e un quarto). Chiediamo ai custodi di Censier. Loro dicono di non sapere niente, e di provare a bussare all'aula 49. Sbraitando lungo il corridoio per l'emozione arriviamo all'aula, e Silvia bussa, e apre: e ci troviamo nel bel mezzo di una conferenza... La porta viene richiusa all'improvviso. Noi restiamo fuori. Che facciamo? Entriamo? Non entriamo? Alla fine decidiamo di entrare: cacchio, Benni e Pennac nella stessa sala, esperienza che per me è paragonabile al concerto degli Smashing P. Perciò ci facciamo coraggio ed entriamo. E ci rendiamo conto che siamo di fronte ad una conferenza tenuta da un regista vietnamita, intento a parlare della sua esperienza della guerra. Per quanto io sia sensibile a queste tematiche, trattengo a stento una risata isterica ( e chi mi conosce sa che è molto difficile per me trattenere una risata isterica)... Silvia, dopo qualche secondo di silenzio, ha una illuminazione:
-Mi sa che non è lui-
Complimenti.
Usciamo paonazze.
E continua l'Odissea.
Dopo circa altri 20 minuti ci rendiamo conto che forse non c'è nessuna conferenza... magari l'hanno annullata, e sia Benni che Pennac torneranno, un giorno, forse, a Cencier...
E allora andiamo ad annegare i nostri dispiaceri in una birra.
E ora sono, qui, a pensare alla bella serata che ho passato, anche dopo essermi seduta al tavolo di quel pub...
Sembra molto la trama di un racconto di Pennac. O di Benni.


giovedì 13 marzo 2008

COME SPOSARE UN MILIONARIO ovvero M*****A, COME SONO INC*****A!!!


Oggi ho capito di aver sbagliato tutto nella vita. Sono riuscita a prendere un diploma di liceo classico, senza tralasciare le mie attività preferite (lettura, teatro, rottura di palle a vari livelli); poi mi sono laureata in tre anni netti, col massimo dei voti, facendo un tirocinio con le contropalle. A settembre, ho preso 6 aerei nel giro di 10 giorni (il signor Buco nell'Ozono mi perdonerà, ma era per una buona causa), per poter superare un test diagnostico a Parigi, tornare in Italia a Laurearmi, tornare in Francia per cominciare i corsi (e mandiamo a quel Paese la signora Modestia). A questo punto, di fronte al mio quasi certo futuro da precaria, mi rendo conto di aver sbagliato tutto nella vita. Perchè perdere il proprio tempo ad Arezzo Wave, quando potevo passare le mie estati in palestra a scolpimi il fisico? Perchè interessarmi delle cose del mondo e dell'Italia, quando mi potevo accontentare delle riviste scandalistiche? Perchè passare il mio tempo con amici e Università, quando potevo fare una mappa dei rampolli benestanti della zona? Perchè cercare di formarmi come persona, quando posso farmi sposare da un milionario?

Grazie a chi mi ha offerto questa massima di saggezza: quasi quasi mi ha dato la voglia di tornare in Italia per votare.


ps: non so cosa ne pensino le/gli altre/i, ma certe cose gettano davvero nello sconforto.

giovedì 6 marzo 2008

QUESTIONI DI PROSPETTIVA, ovvero IL POST INCOMPLETO

Stavo bevendo un cappuccino col Professore, e il pomeriggio è stato illuminato da una presa di coscienza molto importante. Non so se sia stato il capuccino, o il Prof, ma comuqnue l'Epifania è arrivata. E' vero che la vita è fatta di punti di vista. E' come stare su uno sgabello da bar: tiri la levetta, e decidi se stare su, giù, a media altezza. I problemi (perchè di problemi ce ne sono sempre) sono però i seguenti:

  1. Capire dove sta la leva;
  2. Capire come funziona la leva;
  3. Capire se siamo già in alto, in basso, a media altezza, etc.

Molti mi hanno detto che avevo un'aria triste. In realtà non era affatto così. La mitica Città Universitaria mi ha fatto un pochino effetto, in quanto in meno di mezz'ora ho rivisto una valanga di persone, e mi sono resa conto di quanto sia oggettivamente minuscola. Tanto per farvi capire... Ho rivisto pure l'Altare!!!!!!!!!

Ammetto che ho avuto un attimo di disperazione quando May, Prof e Nuvoletta mi hanno detto del nuovo locale notturno che hanno scoperto... ma sorvoliamo.

Ma ora devo scappare...

domenica 24 febbraio 2008

SE TELEFONANDO


Tanto tempo che non scrivo, e avevo in mente anche cose belle e profonde, fino a quando non ho fatto una telefonata... Non so quanto abbia fatto bene o male, certo è che non è molto bello buttarsi alle spalle qualcosa a cui tenevi grazie a una telefonata durata circa 59 secondi, soprattutto se dopo un primo momento di spaseamento ti rendi conto che TI SENTI MOLTO MEGLIO. Ma tanto, tanto, tanto, tanto, tanto. Misteri dei rapporti umani. Ma è bello così. In fondo.



Ma dato che i pensieri Belli e Profondi (o presunti tali) non trovano posto su questi schermi, posso passare ad elencare le belle attività semi-pseudo-frivole alle quali ho preso parte in questa normale settimana di attività erasmus.



Continua la convivenza con Monica-Braccio-Destro, che ha messo a mia disposizione Casa-Desco-Bosco-Cane (i bisogni primari, insomma). Il tutto è stano unito a due gite molto culturali al Museo Rodin (da paura) e al Castello di Fontainebleu (ancora da Paura), insieme a Silvia e alla mia tedesca preferita.

Intanto alcuni erasmus tornano a casa, e questo manda la nostra mente avanti nel tempo, a quando anche noi a Giugno saremo costretti a partire... E il commento unanime è solo uno: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO



Oltre a questo, è giunta al termine la Soap Opera del Consolato. Monica (che,in questi casi, è un pò l'Evina della situazione) è andata là di persona, scoprendo che (udite udite) non abbiamo nessun modo per poter votare dalla Francia. I tedeschi possono spedire il proprio voto via posta, noi dobbiamo prendere un aereo. Ma cacchio, avete idea di quanti italiani ci sono a Paris?? E non è che possiamo ingrassare l'Air One o chi per lei ogni volta che non raggiungiamo una maggioranza in Senato... Ovvia!!



Ma intanto il 29 si torna... e un pochino fa sempre piacere.

martedì 12 febbraio 2008

domenica 10 febbraio 2008

VOGLIO L'ESPATRIO


Monica-Braccio-Destro ha mandato una mail molto carina al Consolato per sapere cosa dobbiamo fare per poter votare dalla Francia (ma poi... siamo sicuri di voler votare? Questo è un altro discorso, ma comunque non ve lo dico); quelle linci meravigliose ci hanno spedito il testo della legge... Noi li ringraziamo molto, ma quello lo trovavamo anche da sole, vogliamo sapere quali documenti dobbiamo portare, quali carte, quali attestati, porcaccia la miseria... Io sarò ignorante, ma possibile che non sia possibile avere una Cacchio di Dannatissima Lista delle cose da fare, tipo Punto1, Punto2 eccetera eccetera?

Scleri notturni senza senso

SFAVATURA SPAZIO-TEMPO, ovvero Post Senza Capo nè Coda

Parigi ha deciso di mostrarci il meglio di sè stessa con un sole e una temperatura che la mia amica finlandese ha definito "estiva". Senza perdere tempo a disquisire sull'esistenza o meno della bella stagione in Finlandia, è vero che il sole splende, e alle due si può girare tranquillamente senza cappotto. La mia amica tedesca, che mi è stata passata dalla mia amica latinense che ha fatto ritorno in patria, mi ha affidato oggi un suo amico per fagli fare il giro del museo d'Orsay, con passeggiata sul lungo Senna annessa. Il problema è che il fanciullo in questione non parla francese, e io ho scoperto di avere dei grossi problemi con l'inglese, problemi che sono sorti col mio arrivo in Francia. Ovviamente il tedesco non lo parlo, e lui di italiano capisce solo "grazie", "prego", "*************" etc etc; per tanto, in attesa della discesa dello Spirito Santo, abbiamo deciso di passare al vecchio metodo per aumentare le capacità linguistiche di ciascuno: due pinte di Desperados a testa. Lui ha esordito dicendo che non si aspettava che io bevessi birra, dato che 1) sono una ragazza 2) sono una ragazza ITALIANA... mi piace rompere i clichè che hanno di noi all'estero!
Dico questo anche perchè probabilmente dovrò dire addio per un periodo ad alcolici e annessi e connessi... Vabbè, chi vivrà vedrà.

martedì 5 febbraio 2008

D - DAY

Ci siamo.


Niente sarà più come prima.

(FeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFeliceFelice)

A May e al Prof: sono o non sono la vostra più grande soddisfazione? :-)

lunedì 4 febbraio 2008

N'OUBLIE PAS

Ogni commento sarebbe superfluo. Ma una promessa è una promessa; e allora

  • Quelli che... si stupiscono per il giardino col wifi
  • Quelli che... La zucchina
  • Quelli che... sono Ggiovvani
  • Quelli che... Il cote du Rhone
  • Quelli che... Il vino bianco lo riconoscono dal disegno sull'etichetta
  • Quelli che... non si ricorderanno mai il codice
  • Quelli che... Il Tappa-Nonna (c'è tutto un mercato da scoprire)
  • Quelli che... Hanno lezione alle otto di mattina
  • Quelli che... Condividono le amicizie tedesche
  • Quelli che... La coppietta che pomicia
  • Quello che... Il Noctilien
  • Quelli che... La creperia
  • Quelli che... sono nati a un giorno di distanza
  • Quelli che... Il Principe
  • Quelli che... passano un sabato sera sdraiati per terra alla ricerca della connessione internet per comprare i biglietti dei Radiohead
  • Quelli che... Il pubbettino sporco e sudicio, come piace a noi
  • Quelli che... Il maiale

N'oublie pas... TU ES UNE FEMME!!!!

martedì 29 gennaio 2008

NUOVI FRUTTI IN SALSA NERA

Probabilmente sono stata forgiata da una massa immonda un pò troppo incazzosa e iraconda, ma devo ammettere che più vado avanti, meno sopporto l'autocompatimento (soprattutto se unito ad una forma latente di autocompiacimento). Che nessuno si preoccupi, non vi è alcun tipo di riferimento mirato, ma è semplicemente une di quelle prese di coscienza che maturano col tempo, e che una bella mattina trovi spuntate tra i tuoi rami, così, senza preavviso. Anche se ciò può avermi fatto diventare un attimino più rigida nei rapporti con gli altri, sono fermamente convinta che nessuno tra quelli che si ritrovano col sedere per terra abbiano il diritto di cominciare a scavare, soprattutto se:



  1. Hanno ancora la Salute;


  2. Abitano nella Parte Giusta del Globo (che, nel senso più cinico del termine, significa che non hanno passato la loro infanzia a scavare nelle miniere della Sierra Leone, hanno avuto un'istruzione, dei genitori, cure mediche, e le uniche guerre che hanno vissuto sono state quelle contro il professore di matematica della Terza Liceo, etc.);


  3. Non vivono sotto la soglia di povertà.

Queste persone, sì, hanno il diritto di piangersi addosso, di strapparsi i capelli, battere i piedi per terra, ululare alla Luna, e via dicendo. La cosa più strana è che non lo fanno, ma anzi, sono tra i primi a rialzarsi.


Dopo questo intermezzo incacchiato, voglio però testare la vostra soglia del dolore dicendovi che la sottoscritta ieri ha visto l'ultimo film di Tim Burton (sempre in inglese con i sottotitoli in francese, ma ormai ci siamo abituati), mentre nella Penisola sono appena stati messi i cartelloni pubblicitari. E per farvi logorare il fegato ancora di più, non vi dirò neanche se mi è piaciuto o no. Ah ah ah!!!


Sarà la crisi di Governo che mi fa diventare così cattiva?


domenica 27 gennaio 2008

Fedeli alla linea, la linea non c'è! (C.C.C.P.)

Giusto un piccolo appunto per questo:

http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=717

http://rockinroad.blogosfere.it/2006/10/lirreversibile-discesa-di-giovanni-lindo-ferretti-1.html

Io arrivo in ritardo, probabilmente voi lo sapevate già...

Verranno al contrattacco, con elmi ed armi nuove, verranno al contrattacco, ma
intanto adesso... curami.
(da Curami)

sabato 26 gennaio 2008

DISSERTAZIONE FILOSOFICA SULLA CARTA IGIENICA ROSA

Ci sono dei giorni in cui ti poni delle domande importanti; ti alzi la mattina e non sai più chi sei, dove sei, chi è la persona che dorme nel letto accanto a te. Tutto è sfuocato, ed è come se fossi appena tornata da un lungo viaggio. E poi... intorno a te delle cose che non tornano, dei pezzi che mancano, dei tasselli che senti di aver perso per strada. E ti senti strana. e non sai se anche gli altri lo capiscono o se solo tu sei consapevole di essere profondamente diversa, inevitabilmente cambiata. Ma nonostante tutto, sai che a questo mondo, volente o nolente, ti ci dovrai riabituare.
Tutto questo per dire che, dopo aver visto il rotolo di carta igienica dentro la mia borsa, ho capito che ieri sera la mia ciucca era davvero alta!
Dopo queste righe, che denotano una alta presa di coscienza etilica e non solo, vorrei far presente una cosa molto grave e greve: l'attuale situazione politica italiana non facilita i rapporti con i miei amici erasmus. Non posso parlare con una tedesca o una inglese, persone che hanno un governo serio, e che sfottono i francesi "solo" perché il loro presidente si porta a letto una modella italiana! Dunque, io ritengo che i nostri cari politici italiani, nel momento in cui vengono chiamati ad amministrare la Cosa Pubblica in nostro nome, dovrebbero porsi una domanda molto semplice: con quale biglietto da visita presentiamo i nostri connazionali all'estero? Almeno dovrebbero avere un pò di pudore nei nostri riguardi, che ci troviamo ad essere catalogati come gli Scemi del Villaggio Globale ed Erasmus (e non solo).

giovedì 24 gennaio 2008

PENSIERI DELIRANTI POST ESAME






  • Hillary Clinton è tra i candidati democratici nella corsa alla Casa Bianca. Dovesse vincere le Primarie del 4 febbraio e le elezioni finali sarebbe la prima donna a diventare Presidente degli Stati Uniti. Ma a questo punto sorge un problema: come tutti ben sanno, il primo Presidente donna degli Stati Uniti d'America è Lisa Simpson. Per tanto, se Hillary dovesse vincere le elezioni, avremmo la prova inconfutabile che Hillary Clinton = Lisa Simpson.




  • I francesi non hanno una grande fantasia, e usano una sola parola per dire 9 cose diverse. Ma hanno trovato non so quanti termini per definire il/la proprio/a compagno/a. Ad esempio: fiancé è "fidanzato", cioè colui che dobbiamo sposare; copain è il "compagno". Fin qui tutto bene, abbiamo le stesse parole anche in italiano. Ma poi ti trovi davanti a petit ami, la cui traduzione italiana più prossima è "quella che ho messo a novanta gradi l'altra sera".




  • Tutti avrete visto Il fantastico Mondo di Amelie. Se non è così, prima di leggere oltre, andate immediatamente a vederlo, prima che sciolga le mie scimmie volanti contro di voi. Se non avete colto il sottile riferimento letterario, fermatevi immeditamente e correte a leggere Il Mago di Oz. Ora vergognatevi profondamente di voi stessi. Fatto? Perfetto. Dicevamo: all'inizio del film c'è una scena, dove Amelie si chiede "Quante persone staranno avendo un orgasmo in questo momento?", e lei risponde "13". Ecco. In realtà questo conteggio è fattibile, dato che i muri parigini hanno lo spessore di una foglia di lattuga (fortunatamente il nostro appartamento fa eccezione).




  • Ho finalmente scoperto che il liceo classico serve ad evere sempre sotto mano la citazione giusta, al momento giusto.




  • "Tornerò con lo scudo, o su di esso".




  • 16




  • Per ora io e lo scudo siamo 1 pari.


Non chiedetemi di fare un discorso normale o di mettere insieme un pensiero logico: sono appena uscita da un esame, cacchio!!!

E c'è poco da ridere: recessione economica, Governo che cade... Ma la mètode è per sempre!

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nell letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni f
iglio d'un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek



Fabrizio de André, Fiume Sand Creek
io oh ye aspettavo te
si lavora e si produce si amministra lo stato
il comune si promette e si mantiene a volte
mentre io oh ye aspettavo te
il marchese La Fayette ritorna dall'America importando la rivoluzione e un cappello nuovo mentre io oh ye aspettavo te
ancora penso alle mie donne quelle passate e le presenti le ricordo appena
mentre io oh ye aspettavo te
Otto von Bismarck-Shonhausen per l'unità germanica si annette mezza Europa
mentre io aspettavo te
Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga
mentre io oh ye aspettavo
Rino Gaetano, Sfiorivano le viole

domenica 20 gennaio 2008

STATISTIQUEMENT TOUT S'EXPLIQUE, PERSONNELLEMENT TOUT SE COMPLIQUE (Daniel Pennac, Chagrin d’école)

Questa e' dedicata a me. Perche' in fondo me la merito.
I know we're just like old friends
We just can't pretend
That lovers make amends
We are reasons so unreal
We can't help but feel that something has been lost
But please you know you're just like me
Next time I promise we'll be
Perfect
Perfect
Perfect strangers down the line
Lovers out of time
Memories unwind
So far I still know who you are
But now I wonder who I was...
Angel, you know it's not the end
We'll always be good friends
The letters have been sent on
So please, you always were so free
You'll see, I promise we'll be
Perfect
Perfect strangers when we meet
Strangers on the street
Lovers while we meet
Perfect
You know this has to be
We always we're so free
We promised that we'd be
Perfect
Smashing Pumpkins, Perfect, da Adore

venerdì 18 gennaio 2008

ANGOLI E UTERI

Se il 2008 deve assere l'anno del Toro... allora non oso pensare quello che accadra' nel 2009. Ho passato una settimana abbastanza da urlo, piu' che altro per i problemi che ha deciso di provocarmi il mondo dell'informatica. Stamani c'e' stato l'apice della disperazione, tanto che stavo per smettere i panni di forte ragazza intrepida e indipendente, e tornare nell'utero di mia madre, o almeno rintanarmi in un angolo a piangere sommessamente. Per fortuna, per quanto le cose sembrino andare male, ad un certo punto si fermano, e gli eventi riprendono il giusto corso: insomma, il computer, maintenat, il marche, ma mi parla in francese... il che e' sempre meglio di niente.
D'altronde e' solo un altro étape sulla strada della definitiva indipendenza da questo stupido e sporco mondo terreno.
Lo so, questo post e' alquanto delirante. Ma cosa vi potete aspettare da una che tra meno di una settimana ha due esami e una relazione da consegnare?! Ovvia!
Per tanto, per una sera, ho deciso di mettermi a studiare (anche se e' venerdi'), giusto per non sentirmi troppo in colpa domani, quando passero' la serata a folleggiare. Giusto per non rendere vano questo mio sacrificio, me ne torno alle sudate carte... sperando che questo post non danneggi troppo la mia immagine nel mondo!!!

lunedì 7 gennaio 2008

EUREKA!


Finalmente sono riuscita a risolvere il nodo gordiano che opprime il mondo da secoli e secoli; sono giunta alla risposta, la cui domanda non ha fatto dormire intere generazioni, stirpe dopo stirpe... Infatti (e tenetevi bene alla cadrega), ho scoperto perchè Parigi è la città dell'AMMORE! La soluzione era sotto i miei occhi, eppure c'è voluto davvero tanto tempo perchè io la trovassi... Il dettaglio rilevatore è stata la metropolitana: ogni tanto capita che qualcuno risponda al telefono (ovvio) o che lasci un messaggio nella segreteria... e in quei momenti si può sentire sempre la stessa frase: "ce soir, chez moi?" che, tradotto per i profani, vuol dire "stasera da me?".

Ecco. Questa è la chiave di tutto.

I parigini sono stressati. Perchè lo sono sul serio (cacchio, solo a dover fare attenzione agli accenti ogni volta che scrivono!). Dalla mattina fino alle 20 sono presi in mille lavori, in mille truc, che a malapena hanno il tempo di mangiare. Se poi si aggiungono le distanze enormi, e le mezz'ore che si spendono per arrivare nei vari posti, la situazione appare abbastanza tragica. Quale realmente è. Per tanto l'unico momento disponibile per l'AMMORE è la sera (anche perchè prima di trovare il nostro simpatico compagno/a una doccia ce la vorremo fare, no?). Ma ora si pone un altro problema: le metro chiudono all'una (alle due il venerdì e il sabato), il che significa che bisogna prenderle a mezzanotte per stare tranquilli... E allora? E allora per vedersi bisogna farlo di notte, e restare dall'Amato/a...

E ciò spiega come, nonostante i mille impegni, i parigini siano sempre così rilassati al mattino (stanchi, ma rilassati).


Ma ovviamente mi sono successe anche altre cose interessanti.

Innanzitutto ho trovato a Parigi un ragazzo che viene con me all'università in Italia... cosa che mi ha sconvolta...

In secondo luogo, ho finito la fantastica relazione sul Belgio, e sono giunta alla conclusione che si tratti di uno stato davvero inutile...


Per concludere, volevo fare gil auguri ad un piccolo Globbino che è nato ieri; la famiglia di Glob è infatti piena di AMMORE, tanto che il centro di maternità e di ostetricia della Regione Lazio ogni anno gli manda un cesto a Natale...


ps: May... ma come lo scrivevamo AMMORE? Non posso essere ridotta così male!