sabato 28 giugno 2008

Commento del recente sondaggio riguardante le mete preferite per espatriare

Carissimi,

finalmente siamo giunti al momento tanto atteso: il commento dell'ultimo sondaggio pubblicato su questo blog.

Mi pare giusto sottolineare come ai primi due posti si siano piazzate le seguenti mete:

La Terra di Mezzo (46 % di voti);
Amsterdam (30 %).

Questo risultato denota una seria perdita di fiducia nei confronti del mondo reale, al quale viene preferito una realtà parallela...

Ora, se volete scusarmi, devo scappare, perchè mancano solo tre giorni alla fine del mio Erasmus...

venerdì 13 giugno 2008

Dissertazione filosofica dopo il concerto di Manu Chao

Andare ad un concerto è come intraprendere un viaggio: si sa dove si sta per andare e con chi, ma ci sono tante variabili da tenere in considerazione. In primo luogo, può darsi che il posto non ci attiri più di tanto, ma quello di cui ci importa realmente è la compagnia. Può darsi anche che si stia per partire per la meta dei nostri sogni, per la quale saremmo anche disposti ad incamminarci da soli; in questo caso possiamo farci accompagnare da qualche simpatico amico sventurato, che non ha voglia di trovarci in qualche lista di persone scomparse, oppure possiamo davvero prendere baracca e burattini e metterci in cammino, consapevoli che, quasi sicuramente, incontreremo per la strada qualcuno molto simile a noi. Insomma, c'è sempre quello più convinto, e quello invece che si affida ai compagni; ma sicuramente la Filosofia del Concerto non si può ridurre nè solo alla musica, nè solo all'alcol (ebbene sì, l'ho detto). Almeno per me, è qualcosa di molto di più: è un'occasione per scoprire e scoprirsi, nel bene e nel male.
Detto ciò, piccolo appunto finale per tutti quelli che vogliono avere notizie del concerto, e non sono interessti ai miei vagheggiamenti pseudo filosofici - esistenziali - decaffeinati: bellissimo. Due ore e mezzo (o forse di più?) pienissime... credo che sia stata una delle poche volte in cui il pubblico era più distrutto dell'artista, ma non poteva fare a meno di restare perchè tutto era TROPPO BELLO. A dire la verità, quando lui è uscito per il terzo (o era il quarto?) bis, temevo che qualcuno lo impallinasse...

lunedì 9 giugno 2008

Aspettando Italia - Francia...

Oramai anche il mondo Erasmus (o almeno quello che ne rimane) è rimasto impregnato dal clima calcistico degli europei. Ieri sera, approfittando del fatto che eravamo sei dolci donzelle, abbiamo improvvisato un torneo di biliardino (che in francese ha il nobilissimo nome di Baby-Foot), che è finito allorquando il gestore, non denotando certo una spiccata sportività, ha voluto chiudere il locale. Meste, afflitte e disperate, siamo andate a comprare dell'altro vino (come se ce ne fosse stato bisogno!) e ci siamo incamminate verso i giardini del Luxembourg. Dato che molto casualmente avevamo con noi delle racchette da ping pong, e ben 2 palline, abbiamo deciso di entrare nel giardino a fianco per fare una partitina (tra le altre cose, qualcuno si era scordato di aprire i cancelli del suddetto... ma, e poi dicono che i francesi sono zelanti!).
Nel bel mezzo del nostro riscaldamento, mentre qualcuno giocava, qualcun'altro beveva e qualcuno metteva alla prova le proprie capacità motorie grazie ad un monopattino abbandonato, abbiamo notato in lontananza le sagome di cinque figure munite di racchetta... Erano dei baldi giovini francesi, che approfittavano delle ore notturne per allenarsi. A quel punto la tentazione è stata troppo forte: una delle nostre è andata da loro a proporgli un match Francia - Italia, dove ai vincitori sarebbe andata tutta la scorta alcolica di entrambi i gruppi (scorta che comprendeva circa 8 bottiglie di birra loro, e una mezza bottiglia di rosé nostra...).
E' inutile dire che siamo state battute malamente...

sabato 7 giugno 2008

Regali di compleanno

Mettendo ordine sul mio computer, ho trovato il regalo che mi ha mandato il Sindaco di Tregozzano.

Devo ammettere che è uno dei regali più simpatici che ho ricevuto... :-D

Spero che ciò mi valga la cittadinanza d'onore di Tregozzano.

venerdì 6 giugno 2008

I GATTI DEL CIMITERO DI MONTMARTRE




Parigi ha deciso di regalarci delle giornate freddine e nuvolose, che ci hanno fatto dimenticare di essere già arrivati al sei giugno. Dato che la città è ancora invasa dai turisti, ho deciso di andare a fare una passeggiata sotto casa, nel cimitero di Montmartre. All'ultimo momento ho anche deciso di munirmi della mia inseparabile macchinetta fotografica, che ultimamente è quasi diventata una specie di protesi (giusto per rendere l'idea). All'inizio ho seguito il tipico percorso turistico, giungendo a incotrare, vicino alla tomba di Truffaut, anche un mio collega italiano.
A quel punto ho deciso di dare degna sepoltura alla cartina, e di passeggiare senza meta. Mi sono ritrovata così a guardare i gatti del cimitero di Montmartre. E' difficile spiegare a parole il modo in cui questi riescano ad immeggersi in quell'ambiente: i turisti non sono tanti, ma la loro presenza stona all'interno delle avenue, cinte di lapidi che tentano di conservare la memoria di persone più o meno note. Ma quei gatti riequilibravano l'armonia dell'ambiente, così come la presenza della donna seduta sulla panchina, con lo sguardo perso nel vuoto, che probabilmente non era lì per rendere omaggio a Dalida. Forse è questo l'unico modo giusto per vivere il proprio dolore: l'accettazione calma e pacata, la consapevolezza che facciamo parte solo di un ciclo vitale che trascende la nostra volontà, e che volenti o nolenti qualcuno, un giorno, camminerà sopra di noi, così come lo facciamo noi, senza accorgencene.